Il SERVIZIO INCLUSIONE è rivolto sia ai nuclei familiari, residenti nei Comuni dell’Ambito territoriale di Lomazzo – Fino Mornasco, ai quali INPS eroga il Reddito di Cittadinanza (RdC) e che sono tenuti a stipulare il PATTO PER L’INCLUSIONE SOCIALE, sia agli adulti, non percettori delle misure di contrasto alla povertà, disoccupati o inoccupati che vivono in condizioni di svantaggio socio economico segnalati dai Servizi Sociali Territoriali - così dette Fasce Deboli.

FOCUS REDDITO DI CITTADINANZA
Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è una misura di contrasto alla povertà rivolta ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, risultano in possesso di determinati requisiti economici, di cittadinanza e di residenza. È un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Il beneficio economico RdC è condizionato all’adesione e sottoscrizione del Patto per l’inclusione sociale.
I beneficiari di reddito di cittadinanza sono destinatari di un progetto individualizzato che può essere concordato insieme agli operatori del Centro per l’impiego (PATTO PER IL LAVORO) o dagli operatori del Servizio Inclusione (PATTO PER L’INCLUSIONE)
Il Patto per L’inclusione può prevedere impegni e sostegni per tutti i maggiorenni del nucleo familiare che non svolgono un’attività lavorativa o non rientrano in particolari condizioni per le quali è previsto l’esonero.
Gli operatori del Servizio Inclusione, dietro delega dei Comuni, convocano i beneficiari di Reddito di Cittadinanza per avviare un percorso di conoscenza che porti alla costruzione del patto per l’inclusione e all’adesione al percorso personalizzato di accompagnamento all’inclusione sociale.  
Si tratta di un iter necessario, al quale il nucleo non può sottrarsi poiché tenuto al rispetto delle condizionalità previste dalla normativa del Reddito di Cittadinanza. La mancata adesione al progetto, la mancata sottoscrizione del patto o il mancato rispetto degli impegni assunti, comporta l’applicazione di sanzioni (decurtazioni all’importo mensile erogato) e, nei casi più gravi, anche la decadenza dal beneficio.
La durata del progetto di inclusione può non coincidere con la durata del beneficio RdC (massimo 18 mesi), ma continuare anche oltre a tale tempistica su adesione volontaria dei beneficiari, fino al raggiungimento degli obiettivi concordati.

Approfondimenti:


PROGETTI UTILI ALLA COLLETTIVITA’
Nell’ambito dei Patti per il lavoro e/o per l’Inclusione Sociale, i beneficiari RdC sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla Collettività (PUC) nel Comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16.
I Comuni sono responsabili dei PUC e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti.
Oltre a un obbligo, i PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita.  I progetti, infatti, saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti, ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego o presso il Servizio sociale del Comune.